Che cos’è il cancro

Photo by Debby Hudson on Unsplash
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Ed eccoci a una di quelle domande da far tremare i polsi, una domanda cui non posso sottrarmi visto il tema del blog.

Molti mi hanno preceduto in maniera molto egregia. E il cancro è una cosa serissima. Ma di testi sul cancro serissimi e complessi ce ne sono già parecchi, quindi cerchiamo di cavarcela altrimenti, in maniera un po’ particolare.

Il cancro è una malattia causata da una proliferazione incontrollata di cellule.

Questa la definizione. Abbastanza consueta. Proviamo ad andare oltre. Anzi, a tornare indietro.

Il nostro organismo è costituito da tante, tantissime cellule. Ciascuna di queste cellule è programmata per nascere, crescere, svolgere le sue funzioni, duplicarsi (dare cioè origine a una o più cellule figlie) e, giunta a un certo punto, farsi da parte e morire.

Tutte le nostre cellule si fanno da parte mediante un processo che in termini tecnici si chiama apoptosi, ma che per rendere l’idea in maniera un poco più pittoresca si usa chiamare suicidio programmato. Portato a termine questo suicidio programmato, che possiamo immaginare come un piccolo candelotto di dinamite che la cellula si lega alla cintola prima di saltar per aria, rimangono dei residui cellulari di questa esplosione controllata. Questi residui vengono eliminati dai macrofagi, i cosiddetti spazzini cellulari che puliscono è proprio il caso di dirlo in profondità il nostro corpo. Il risultato? Lo spazio che prima occupava quella cellula, ripulito per bene, viene lasciato ad altre cellule.

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La regolazione di questo percorso nascita – vita – morte è molto complessa ed è governata dal DNA. Tutti hanno in mente la celebre immagine a doppia elica del DNA. Ma come funziona?

Il DNA è una sorta di libretto delle istruzioni per l’uso, una guida che le cellule hanno con sé e “leggono” per sapere come comportarsi, che cosa fare. A un certo punto, arrivate all’ultima pagina di questa guida, c’è scritto prendi il candelotto di dinamite, e la cellula esegue, accendi la miccia, e la cellula esegue, trattieni il fiato, la cellula esegue e pum, la cellula non c’è più.

Questo è il meccanismo fisiologico.

Ora, la proliferazione incontrollata di cui sopra alla definizione, da che cosa è causata? Da un danno al DNA. Come pensiamo un danno al DNA? Immaginiamo che al libretto delle istruzioni della cellula abbiano strappato una pagina. Ecco che la cellula ha un problema.

Primo caso: mettete che le abbiano strappato una pagina a caso. Per dire, la pagina cinque e sei. Cosa succede? La cellula legge le istruzioni fino alla pagina quattro, poi dalla quattro passa direttamente alla sette e non ci capisce più niente. Si blocca. Non funziona. Per avvisare che qualcosa non va appende sulla sua superficie un segnale di STOP, o accende le quattro segnalazioni luminose di pericolo, come preferite. Mi sono fermata, non capisco come andare avanti. Il segnale di STOP viene presto individuato dalle sentinelle del sistema immunitario che pattugliano la zona: la cellula ha un problema, va eliminata. La cellula viene eliminata. Il problema è risolto.

Secondo caso: mettete invece che le abbiano strappato proprio l’ultima pagina. La pagina dov’era scritto, prendi il candelotto di dinamite… ecco, ci siete. La cellula ha un grosso problema. Anzi no, paradossalmente la cellula non ha proprio nessun problema, perché non fa altro che continuare a fare quello che faceva fino a quel momento: vivere. È l’organismo invece che ha un problema: una cellula non ha più le istruzioni per farsi da parte. Questa è una cellula pericolosa. È una cellula che può vivere potenzialmente all’infinito.

Basta questo per diventare un tumore? Per fortuna no. Perché la cellula diventi un vero problema, un tumore, non deve solamente perdere l’ultima pagina delle istruzioni: ne deve perdere altre. Deve accumulare mutazioni del DNA (altre pagine strappate) che la modifichino in senso “aggressivo”, dandole la capacità di moltiplicarsi (e generando cellule figlie che hanno purtroppo le istruzioni sbagliate come le sue).

E quando succede (può non accadere mai – è anzi la cosa più frequente, perché danni al DNA avvengono spesso, e altrettanto spesso vengono individuati e risolti – o può accadere anche molti anni dopo) allora sì che la cellula diventa un tumore: benigno, se ha acquisito solamente la capacità di crescere senza diffondere nei tessuti vicini (ecco la grande differenza tra tumori benigni e maligni: quelli benigni crescono ma restano dove sono, non diffondono). Maligno, invece, se acquisisce anche la capacità di andarsene dal tessuto dove normalmente risiede, diffondere nei tessuti circostanti, prendere la via del sangue, raggiungere altri organi, aggrapparvisi, crescere anche lì e fare tutti quei danni che tristemente conosciamo.

Ecco dunque come nasce il cancro: un susseguirsi di danni al DNA della cellula che finiscono per farla comportare come non dovrebbe. Tante pagine strappate.

Perché si strappano queste pagine? E che cosa le strappa? Anche queste domande da far tremare i polsi: è un altro modo per chiedersi perché vengono i tumori?, da che cosa sono provocati? Ci sarà tempo per parlarne.

7 risposte a "Che cos’è il cancro"

  1. Da far tremare i polsi e anche le gambe. Ma ho capito che è meglio sapere che non sapere. Meglio avere tutte le istruzioni invece che, ecco, andare allo sbaraglio. Mi sembra anche affascinante (anche nei miei studi a volte trovo cose terribili di cui però i meccanismi hanno qualcosa di intrigante).
    Infine, bentornato 🙂 Cin cin!

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      1. Ad esempio i terremoti e tutti i fenomeni tettonici e vulcanici sono incredibilmente affascinanti, eppure causano danni enormi… In più sono a loro volta affascinanti le soluzioni ingegneristiche studiate per far convivere gli uomini con fenomeni naturali praticamente incontrollabili e imprevedibili.

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        1. L’ambivalenza nascosta in tutte le cose. Da ragazzo mi capitava di fare pensieri strambi. Pensavo ad esempio, ma perché tutti i giapponesi non si trasferiscono sulla terraferma e abbandonano quella maledetta isola che quando non li impallina di lava o non li sommerge di mare gli spacca la terra sotto i piedi e li scuote con quei terremoti violenti? Eppure quella striscia di terra esiste solamente grazie a vulcani e terremoti. E così quella cultura, quell’identità, quella tenacia, quella forza di gruppo. Quelle soluzioni ingegneristiche. Loro non “hanno” i terremoti, in un certo senso loro “sono” i terremoti. E non puoi sfuggire da quello che sei.

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          1. Eheh vivendo vicino al Vesuvio capisco bene questo discorso. Addirittura quando è bel tempo o quando ci nevica su qui si dice ‘guarda come è bello’. Bello. Bello? Già. 🙂 Basta che sta zitto e buono così… ! Insomma lo adoriamo nonostante potrebbe ucciderci tutti. È assurdo ma è così

            Piace a 1 persona

  2. Una cosa sinistra ma intrigante che ho incontrato (e che nelle mie letture incontro spesso) sono i sacrifici, in origine quasi sempre umani: le dinamiche dell’immolazione, dalla scelta della vittima al modo di ucciderla, all’atmosfera psicologica, poi, che pervadeva il sacrificio, credo che sia tra le cose più terribili e affascinanti che si possa studiare.

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    1. Molte cose che inquietano hanno il loro lato affascinante. E a volte la cosa che fa paura è proprio il fatto di avvertire anche del fascino per queste cose così terribili. Succede più spesso di quel che si pensa. O di quel che si dice.
      Il fatto ad esempio che il morire (programmato) delle cellule è ciò che ci permette di vivere, e che il troppo vivere (delle cellule) è ciò che ci fa morire è disturbante. Posto che abbia un senso parlare di “naturale”: allora faccio il mestiere più innaturale del mondo?

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